Belladonna: il Rimedio Omeopatico per Alleviare il Dolore

Belladonna
La pianta di Belladonna

La Belladonna è un rimedio omeopatico noto soprattutto per il suo potere antidolorifico. È possibile utilizzarla anche come coadiuvante per altri disturbi, dalle affezioni cutanee fino al raffredore, ma sempre sotto stretto controllo del medico omeopata. Ecco gli scopi per i quali è indicata, come assumerla e quali sono le controindicazioni.

Cos’è la Belladonna

La Belladonna è una pianta sempre verde che cresce soprattutto nelle zone montane e premontane dell’Africa del nord e della parte occidentale dell’Asia. In Italia si trova in particolare nelle zone alpine e prealpine, soprattutto in prossimità di boschi di faggio. L’aspetto è quello di un arbusto che può avere un altezza compresa tra 50 e 150 cm, con piccoli fiori di colore rosso scuro intenso e violaceo a forma di campana, mentre le bacche si presentano verdi quando sono ancora crude, mentre alla maturazione sono nere, con semi che producono un succo di colore porpora. Somigliano molto alle ciliegie e anche il loro sapore è dolciastro.

Si tratta di una pianta conosciuta fin dall’antichità per essere estremamente velenosa, tanto che il suo nome scientifico, Atropa, si ispira a una delle Parche con il compito di recidere il filo della vita. Il fatto di essere mortale l’ha resa una delle sostanze più utilizzate nell’antichità e fino ai tempi meno recenti del per provocare la morte con lunghe sofferenze, ai vari rivali o nemici.

Il termine Belladonna si deve all’utilizzo del suo succo da parte delle dame e nobildonne veneziane del ‘700, che erano a conoscenza del fatto che qualche goccia instillata nelle occhi li rendeva molto luminosi e ingrandiva le pupille, senza tuttavia avere particolari effetti collaterali per le esigue quantità.

Le proprietà della Belladonna

La Belladonna è utilizzata in omeopatia sotto forma di tintura madre, ottenuta soprattutto con l’utilizzo delle radici, delle foglie e dei semi opportunamente lavorati.

Le sue proprietà sono diverse, prima fra tutte quelle di essere un analgesico e antidolorifico naturale, soprattutto nel caso di cefalee provocate da correnti d’aria, colpi di freddo e infiammazione del nervo vago con cervicalgia. I suoi principi attivi agiscono in particolare sul sistema nervoso, interessando tutti quei disturbi collegati ai nervi, alle infiammazioni anche della pelle e agli stati di agitazione.

Le proprietà curative della Belladonna sono indicate in particolare in tutti quei casi in cui i dolori o i sintomi hanno un esordio improvviso, come nel caso della febbre.

L’estratto di questa pianta è raccomandato anche per contrastare come coadiuvante le patologie respiratorie, per la capacità bronco dilatatorie e anche per l’aumento della frequenza cardiaca, che permette una maggiore ossigenazione del sangue. In particolare è indicata nei soggetti che sono predisposti a raffreddarsi con molta facilità, come accade per esempio quando ci si taglia i capelli o si dimentica semplicemente d’indossare sciarpa e cappello. Oltre al raffreddore è ottima per combattere la tosse, il mal di gola e in genere tutti gli stati influenzali. Si usa anche per quelle persone che soffrono di secchezza delle fauci, del naso, delle orecchie, come accade a chi soffre della cosiddetta Sindrome di Sjögren, associata anche a dolori articolari.

Oltre alle affezioni della gola, come bruciore, gonfiore, arrossamento con difficoltà di deglutizione, gli effetti benefici di questa pianta omeopatica si hanno anche per il mal d’orecchie, l’otite e la parotite. Trova anche applicazione per i problemi della pelle, come eczemi, arrossamenti con screpolature, acne, eritemi e per lo sfogo che avviene in concomitanza con alcune malattie esantematiche, come la rosolia, il morbillo, la varicella e la scarlattina.

Per quanto riguarda il sistema nervoso, come detto, ha effetti calmanti soprattutto nei soggetti particolarmente irritabili o che soffrono di crisi epilettiche, convulsioni, allucinazioni, depressione e ansia. A questo si aggiunge l’indicazione per conciliare il sonno a chi soffre non solo d’insonnia, ma anche per coloro che hanno difficoltà ad addormentarsi e o sono soggetti a risvegli notturni. I suoi effetti positivi si riscontrano anche in caso di nevralgie, come quelle del trigemino correlato al mal di denti, per il quale è altrettanto efficace.

Le Belladonna è anche un lenitivo per i fastidi dell’apparato digerente e in particolare in caso di coliti, gastriti, stitichezza, coliche, sindrome da intestino irritabile.

I dolori per cui è indicata la tintura madre di Belladonna sono anche quelli relativi al ciclo mestruale, soprattutto quando è particolarmente abbondante. A tale proposito giova ricordare che la tintura madre di questa pianta è indicata anche per la lubrificazione dell’apparato genitale femminile, in particolare dopo l’esordio della menopausa.

Nella medicina ufficiale si utilizzano le gocce di Belladonna in campo oculistico proprio in concomitanza con una visita specialistica, perché, favorendo la dilatazione delle pupille, permettono di analizzare il fondo oculare.

Belladonna
La pianta di Belladonna

I principi attivi

La Belladonna ha 3 principi attivi che le conferiscono le proprietà benefiche per le quali è utilizzata come rimedio omeopatico. Si tratta di 3 sostanze alcaloidi come l’atropina, responsabile dell’effetto anestetico e antidolorifico, in quanto agisce sul sistema nervoso parasimpatico. Nello specifico è questa la sostanza che rende la pianta estremamente velenosa fino a essere fatale. La scopolamina svolge l’azione tranquillante per i nervi e quella sedativa in caso d’insonnia e, infine, c’è la iosciamina, che agisce sul sistema nervoso centrale.

Come si usa la Belladonna in omeopatia

Alla domanda su come si usa la Belladonna in omeopatia si può rispondere, come già citato, attraverso la diluizione con la tintura madre.

La posologia, che deve sempre essere indicata dal medico omeopata, è di solito di 5 gocce con la possibilità di assumerla da 3 a un massimo di 6 volte al giorno. Si può utilizzare anche in granuli con un dosaggio limite di 3.

Il suo utilizzo è comunque sicuro, in quanto gli alcaloidi sono presenti in quantità controllate e comunque minime, al fine di assicurare in ogni caso gli effetti benefici degli estratti vegetali.

Controindicazioni

La Belladonna, come tutti i rimedi omeopatici, va sempre utilizzata sotto il diretto controllo del medico omeopata e in genere è ben tollerata, quindi senza particolari controindicazioni, eccetto alcuni casi particolari.

La tintura madre di questa pianta non è indicata per i soggetti che assumono già farmaci per il trattamento degli stati depressivi, dell’ansia e di patologie nervose, come il Morbo di Parkinson.
Lo stesso può dirsi di chi segue una terapia farmacologica per gli spasmi e i crampi, per la colite e per allergie (antistaminici).

Nel caso di un sovradosaggio, anche accidentale, si possono avere reazioni avverse come atteggiamenti spastici incontrollati, confusione, disordine mentale e allucinazioni. Nei casi gravi sono segnalati accelerazione del battito cardiaco, tremori, innalzamento importante della temperatura corporea, insufficienza respiratoria e svenimenti.

Prima di assumere qualsiasi rimedio omeopatico è sempre utile chiedere consiglio al medico di famiglia per verificare la personale compatibilità, in considerazione delle eventuali terapie farmacologiche in corso e delle proprie condizioni generali di salute.

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