Omeopatia: Significato, Vantaggi e Cure Omeopatiche

Omeopatia significato

Negli ultimi anni sempre più persone si sono affidate all’omeopatia – si calcola che siano all’incirca più di 300 milioni nel mondo – per risolvere diverse problematiche collegate al loro stato di salute. In realtà sono ancora in pochi, anche tra chi se ne serve abitualmente, coloro che ne conoscono realmente il significato, i principi fondamentali e i concreti benefici. Ciò costituisce un forte limite, soprattutto se consideriamo che molti soggetti sono riluttanti ad affidarsi all’omeopatia proprio a causa di una scarsa conoscenza della materia. Vediamo, allora, di fare un pò di chiarezza in modo da comprendere meglio la medicina omeopatica così da poterne sfruttare in maniera efficace benefici e terapie. 

Cos’è l’omeopatia? 

Letteralmente la parola omeopatia deriva dal greco hòmios (simile) e pàthos (sofferenza) e basa le sue terapie sul concetto del “Similia similibus curantur”. Infatti, secondo la medicina omeopatica alcuni sintomi o malattie che colpiscono l’uomo possono essere curati attraverso l’assunzione di piccolissime dosi di sostanze che, in quantità maggiori, provocherebbero la stessa malattia o disturbo. 

Lo scopo principale dei rimedi omeopatici non è quello di eliminare il sintomo o la malattia, ma di stimolare l’organismo a reagire con tutti i suoi mezzi che vengono ulteriormente rinforzati dalle sostanze omeopatiche per assolvere a questo compito. Ed è proprio per questo motivo che le suddette sostanze omeopatiche utilizzate a fini terapeutici sono costituite per la quasi totalità da ingredienti di origine vegetale e solo in minima parte da ingredienti di origine minerale o animale. 

Le origini dell’omeopatia

A dar vita alla medicina omeopatica fu il medico tedesco Samuel Hahnemann che, sul finire del ‘700, si rese conto di quanto fosse dannosa la medicina della sua epoca per buona parte degli uomini. All’epoca, infatti, la maggior parte dei rimedi utilizzati per qualsiasi tipo di disturbo o malattia consisteva nel sottoporsi a salassi, purghe e clisteri che, secondo le credenze dell’epoca, dovevano servire per far uscire la malattia dal corpo e ristabilire il corretto bilanciamento tra gli umori. Ma, nella maggior parte dei casi, tali rimedi si rivelavano del tutto inconsistenti se non completamente dannosi. 

Secondo Hahnemann, invece, anziché aiutare la malattia ad uscire dal corpo, era necessario sostenere la forza vitale dell’uomo cercando di riportare equilibrio all’interno del suo organismo, oltre ad avere una corretta alimentazione e respirare aria pulita. 

Per questo motivo egli fece una serie di esperimenti con il chinino – un estratto che all’epoca si usava per trattare la malaria – che, utilizzato in dosi molto diluite, si rivelò un rimedio molto efficace dal punto di vista terapeutico e un importante punto di partenza per avvalersi delle sostanze naturali come valide alleate per riportare armonia e equilibrio all’interno dell’organismo. 

Principi fondamentali

Come già accennato, il principio che sta alla base della medicina omeopatica è quello del “Similia similibus curantur” o legge dei simili: le stesse sostanze che in un soggetto sano producono una patologia con sintomi specifici, quando vengono somministrate in quantità infinitesimali in un soggetto malato che mostra sintomi simili, agiscono in maniera omeopatica svolgendo un’azione terapeutica. 

In base a questo principio è facile capire perché si dice che l’omeopatia, sfruttando le proprietà peculiari di una determinata sostanza, tende ad individuare il rimedio più che la malattia. Infatti, attraverso l’uso di quantità infinitesimali di una specifica sostanza naturale, l’organismo viene stimolato a curasi autonomamente dall’interno in maniera lenta, ma sicuramente più duratura nel tempo. 

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Rimedi e patologie

Premettendo che secondo la medicina omeopatica bisogna curare prima di tutto il malato e poi la malattia, le patologie che possono essere trattate attraverso i rimedi omeopatici riguardano soprattutto l’ambito cronico, funzionale e organico. Nel dettaglio, la medicina omeopatica offre un valido supporto in presenza di malattie dell’apparato respiratorio, digerente, urinario, del sistema muscolare, nervoso, circolatorio, di disturbi della cute, della psiche e di malattie nutrizionali ed endocrine. 

Benefici e controindicazioni

Nel momento in cui si decide di utilizzare la medicina omeopatica per risolvere un qualche tipo di malessere è fondamentale non improvvisarsi esperti o affidarsi al sentito dire, ma rivolgersi ad un omeopata dalla consolidata esperienza che, innanzitutto, ascolterà il paziente instaurando con lui un approccio umano volto ad individuare il rimedio adatto alle sue specifiche caratteristiche psicofisiche. Com’è facile intuire, si tratta di un approccio totalmente diverso dalla medicina tradizionale che, al contrario di quella omeopatica, è proiettata soprattutto verso la conoscenza della malattia che affligge il soggetto per curarla quanto prima. 

La medicina omeopatica non ha controindicazioni particolari, ma sicuramente ha dei limiti che bisogna riconoscere quando ci si trova a trattare patologie particolarmente aggressive o che necessitano inevitabilmente di interventi chirurgici. 

I detrattori di questo tipo di medicina attribuiscono ai suoi rimedi nient’altro che un effetto placebo, ma, in realtà, la medicina omeopatica è un valido alleato per combattere vari tipi di malanni di varia entità e riesce a dare il meglio di sè come integrazione ai farmaci prescritti dalla medicina tradizionale. Anche per questo motivo è importante cominciare ad assumere farmaci omeopatici solo dopo aver consultato un medico o un farmacista. 

Da quanto detto finora, è facile intuire che rivolgersi alla medicina omeopatica può essere una valida alternativa per placare sintomi e prevenire alcuni disturbi che possono recare fastidi soprattutto a lungo termine. Al contrario, nel caso si soffra di gravi patologie o di malattie degenerative, è bene e opportuno rivolgersi alla medicina tradizionale che è l’unico tipo di medicina dotata degli strumenti scientifici più indicati per intervenire e, nella maggior parte dei casi, risolvere qualsiasi tipo di patologia.

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